Guida Completa ai CFD

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CFD – Contract For Difference acronym with marker, business co

I CFD consentono agli investitori di posizionarsi al rialzo o al ribasso su un sottostante (indici, azioni, valute, futures).

Si tratta, quindi, di un prodotto derivato, nel senso che l’investitore non deve diventare proprietario del sottostante.

A differenza dei futures, i CFD non hanno una data di scadenza o una dimensione fissa.

Le negoziazioni vengono effettuate, cioè, sulla base di un effetto leva con margini pari al valore nominale del sottostante.

I CFD sono disponibili sui mercati organizzati così come sugli OTC (over the counter). Non sono disponibili negli Stati Uniti, a causa di una restrizione della Securities & Exchange Commission (SEC) sui prodotti finanziari OTC.

Cosa sono i CFD?

Il significato del termine CFD è Contract For Difference: si tratta di un prodotto derivato che permette di scommettere sul rialzo o sul ribasso di un titolo finanziario chiamato sottostante (un’azione, un indice, una merce, una criptovaluta, etc.).

Con un CFD ottieni, in pratica, la differenza tra il prezzo del sottostante quando acquisti il ​​CFD e quando lo vendi moltiplicato per un fattore, chiamato leva finanziaria.

Il trading di CFD è utilizzato principalmente da investitori esperti, che effettuano frequenti operazioni di acquisto e rivendita, a volte nella stessa giornata (trading intraday, scalping) o nell’arco di poche settimane o mesi (swing trading).

Esistono una serie di broker specializzati nel trading di CFD, ma se sei un principiante ti consigliamo di considerare il trading di CFD con cautela.

In breve: vantaggi e svantaggi dei CFD

I rincipali vantaggi legati all’uso di CFD sono:

  • effetto leva molto elevato, che ti consente di moltiplicare i tuoi guadagni
  • possibilità di vendita allo scoperto
  • universo vario: azioni, indici, materie prime, criptovalute.

Possibilità di iniziare con piccoli importi.

I principali svantaggi, invece, consistono in:

  • rischio di perdita totale con leva finanziaria
  • margin call

I CFD, inoltre, sono scarsamente regolamentati, gli spread possono variare e comportare commissioni significative.

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Come si opera con i CFD?

Quando acquisti un CFD su un’azione, significa che stai comprando l’azione sottostante con un moltiplicatore.

La differenza dei CFD deriva quindi dall’effetto leva. Con 1.000 € puoi, ad esempio, investire l’equivalente di 2.000€ (x2) o 5.000€ (x5). Se il titolo guadagna l’1%, guadagni quindi 20€ con leva x2 e 50€ con leva x5.

Il tuo guadagno (o perdita) è quindi calcolato come segue:

(prezzo vendita – prezzo acquisti) * leva

In teoria, la quotazione del CFD segue fedelmente il prezzo del sottostante. Nella pratica, però, può capitare che ci siano dei leggeri scostamenti, soprattutto in caso di elevata volatilità.

Periodo di detenzione

Sebbene molti trader chiudano le loro posizioni alla fine della giornata, un CFD non ha una data di scadenza (a differenza di un contratto future o di un’opzione ). Puoi, quindi, conservarlo per tutto il tempo che desideri.

Tuttavia, i CFD sono soggetti a spese di detenzione quando vengono conservati durante la notte (overnight). Anche se molto basse, queste commissioni variano da un broker all’altro.

Le attività

I CFD ti consentono di investire in un’ampia varietà di attività: uno dei principali punti di forza è la possibilità di investire in una moltitudine di asset finanziari:

  • principali azioni quotate in borsa
  • indici di borsa
  • merci, come l’oro e il petrolio
  • coppie di valute (chiamato anche mercato Forex)
  • criptovalute, come Bitocin, Ether o tante altre.

I sottostanti disponibili dipendono dalla piattaforma di trading che stai utilizzando. Alcune sono specializzate in azioni o indici mentre altre sono riconosciute migliori per valute o criptovalute.

In realtà, i CFD non sono gli unici investimenti finanziari per facilitare l’esposizione a queste classi di attività. Gli ETF, per esempio, permettono anche di replicare indici, acquistare oro e investire nel petrolio, ma sono meno inclini a usare la leva finanziaria.

I CFD vengono scambiati anche al di fuori dell’orario di negoziazione.

A seconda delle piattaforme di trading, puoi negoziarli, quindi, sebbene la borsa sia chiusa. È possibile perché i CFD sono prodotti derivati ​​che non richiedono di detenere l’azione o il titolo sottostante.

La leva finanziaria può portare a margin call

La leva dei CFD è solitamente di circa 1:5 con le azioni, ma può salire fino a x20 o x30 sugli indici.

Alcune piattaforme di trading ti consentono di scegliere tu stesso la leva finanziaria, mentre altre la congelano il più possibile.

I CFD sono negoziati a margine. Il margine iniziale è l’importo che devi avere sul tuo conto per acquisire il CFD: dunque, è la tua scommessa iniziale. Se le azioni scendono, il tuo broker ti chiederà di aumentare il tuo margine, per coprire eventuali perdite.

Questo è quello che va sotto il nome di margin call. Se hai denaro extra nel tuo account, va bene. Ma se così non fosse, dovrai finanziare il tuo conto, pena vedere la tua posizione chiusa dal broker.

Conti CFD a rischio limitato

Invece di utilizzare un sistema di margine, alcuni broker istruiscono automaticamente gli ordini di stop loss, quindi la tua perdita è limitata. Questi conti sono detti CFD a rischio limitato.

In questo caso:

  • se hai una posizione di acquisto (posizione long) su un’azione e il suo prezzo scende al di sotto dello stop-loss, allora la tua posizione viene automaticamente chiusa.
  • se hai una posizione di vendita (short o short position), viene automaticamente chiusa quando il prezzo supera quello dello stop-loss.

La tua perdita è, quindi, pari alla differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di stop-loss, moltiplicato per la leva finanziaria.

Esempio di inserimento di un ordine su un CFD

Ipotizziamo di inserire un ordine con un CFD sul FTSE Mib40, presso il broker XTB.

Stiamo, dunque, per piazzare un ordine di borsa con un CFD. Concentriamoci su due informazioni:

  • il valore dell’investimento, pari a € 50.054,15 ( valore contrattuale)
  • il margine iniziale richiesto dal broker , pari a € 2.502,73,

Se hai 2.503 euro sul tuo conto, puoi investire poco più di 50.000 euro nel FTSE Mib40, quindi hai un effetto moltiplicatore di 20.

Supponiamo che il FTSE Mib40 salga del 2% durante la giornata, avrai guadagnato poco più di 1.000€. Ma attenzione, se il FTSE MIb40 scende, il tuo margine non sarà più sufficiente, il che potrebbe portare alla chiusura della tua posizione in perdita.

Ti consigliamo, quindi, di fornire sistematicamente un margine più alto se non vuoi trovarti bloccato, in caso di elevata volatilità.

Vendita allo scoperto con i CFD

Come hai visto nell’esempio precedente, i CFD ti consentono anche di vendere allo scoperto alcuni investimenti in borsa. È interessante, per esempio, scommettere sulla caduta di un titolo.

Ciò è possibile anche con altri prodotti derivati ​​come opzioni put e warrant, ma i CFD sono più intuitivi perché replicano semplicemente il prezzo del sottostante.

Si noti, tuttavia, che la vendita allo scoperto rappresenta un rischio aggiuntivo: a lungo termine, i mercati finanziari sono rialzisti. Quindi le statistiche giocano contro di te.

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Perché è richiesto un capitale minimo per negoziare CFD?

Il trading è una disciplina che comporta dei rischi e in cui devi saperci fare con i numeri.

L’importo del deposito minimo di cui hai bisogno per negoziare sul terminale di trading di CFD non può essere scelto a caso.

Deposito minimo imposto dal broker

Non tutti gli intermediari finanziari offrono lo stesso livello di deposito iniziale. Mentre, ad esempio, XTB non applica alcun limite (€ 1), altri, come WH SelfInvest, richiedono ai nuovi clienti di effettuare un trasferimento di almeno € 500 per aprire un conto.

A seconda del broker CFD che scegli, devi quindi adattare il tuo deposito iniziale.

Deposito minimo a seconda del rischio

Quando inizi a fare trading, il passaggio essenziale è fare pratica con denaro virtuale su uno o più conti demo.

Aprirne diverse può permetterti di testare molte strategie e pensare alla gestione del rischio in base al capitale iniziale.

Tuttavia, a causa di alcune peculiarità legate al conto demo (mancanza di emozioni, capitale fittizio significativo, etc.), i trader principianti si abituano ad aprire posizioni in condizioni che si discostano dalla realtà.

Occorre quindi tenere conto di due parametri:

  • deposita abbastanza denaro per avere un capitale sufficiente ad aprire una posizione su un asset senza subire una margin call sistematica dal tuo broker CFD.
  • non depositare troppi soldi all’inizio. Le emozioni hanno l’effetto di portare una dose di irrazionalità al trader (fobia di tagliare le posizioni in minusvalenze): è meglio andarci piano.

Deposito minimo a seconda degli strumenti che intendi negoziare

Da agosto 2018, all’interno dell’Unione Europea, si applicano misure restrittive per quanto riguarda l’offerta di CFD. Tra queste, nuove regole varate dal regolatore europeo (ESMA) e la limitazione della leva finanziaria che non può superare 1:30 su questa tipologia di prodotti.

Ogni asset class ha il proprio limite di leva finanziaria. Ad esempio, un trader che desidera aprire una posizione con un lotto CFD della coppia GBP/USD quotato a 1,36400 sul mercato Forex, ovvero un’esposizione pari a 100.000 dollari sul mercato, deve avere un capitale minimo di 3.333 dollari (3,33% in leva 30).

Invece, una posizione composta da un lotto sull’indice Dax, che comprende le 40 azioni a più alta capitalizzazione del mercato tedesco, e il cui prezzo è di 15.520 punti, costringerà l’investitore ad immobilizzare 15.520 euro per ottenere un’esposizione pari a 310.400 euro (5% in leva 20).

La dimostrazione potrebbe continuare con i CFD legati ai crypto-asset, di cui Bitcoin fa parte e la cui leva è limitata a 1:2, ovvero un investimento di diverse decine di migliaia di euro per un lotto.

Con fondi limitati, non avrai accesso a tutti gli strumenti esistenti in borsa. Il tuo deposito iniziale minimo dipende, quindi, dagli strumenti che desideri negoziare sulla piattaforma di trading.

Deposito minimo in base al tuo obiettivo

Sebbene il rischio di perdere parte o tutto il capitale sia uno scenario ipotizzabile, i trader che si rivolgono ai mercati finanziari tramite contratti CFD lo fanno con l’obiettivo di ottenere una performance superiore rispetto ai supporti tradizionali (azioni ed ETF in cash in primis).

A seconda della natura dei guadagni che speri di ottenere attraverso questa attività, il deposito minimo richiesto è diverso:

  • se si tratta di effettuare poche operazioni all’anno ai fini della diversificazione, il deposito minimo può corrispondere a una piccola percentuale del tuo portafoglio complessivo. E sufficiente rispettare l’importo del deposito richiesto dal tuo broker CFD.
  • se, al contrario, questa attività dovesse permetterti di ottenere un reddito aggiuntivo o di vivere di esso, l’importo del tuo deposito deve essere sufficiente e adatto a raggiungere il guadagno prefissato senza necessità di ottenere una performance straordinaria e irrealistica.

Quali sono le commissioni CFD?

Alcuni broker offrono di acquistare e vendere CFD senza commissioni di intermediazione. Ma attenzione, questo non significa davvero che sia gratuito.

Torniamo all’esempio precedente:

Lo spread designa la differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita al momento della transazione (1,1 punto in questo caso).

Tuttavia, ogni broker ha il proprio spread. Puoi vedere chiaramente che con uno spread di 2 punti, ad esempio, avresti pagato di più per lo stesso volume di acquisto. Uno spread elevato è quindi un modo per addebitare commissioni. In questo esempio, investire 50.000€ nel FTSE MIb40 ti costerà 9,46 euro, ovvero lo 0,018% dell’importo: è accettabile!

La politica dei prezzi dipende dalla piattaforma di trading scelta:

  • alcuni broker hanno commissioni di transazione fisse: è spesso il caso delle azioni;
  • altri broker hanno spread variabili: è spesso il caso su indici, valute, materie prime e criptovalute.

Ciò dimostra l’importanza di scegliere il broker giusto e di non cadere nelle trappole del marketing.

In ogni caso, gli spread variano in base alle condizioni di mercato e al momento in cui si effettua l’ordine. Se piazzi un ordine al di fuori degli orari di apertura della borsa, ad esempio, gli spread sono generalmente più alti.

Spese overnight

Quando investi con i CFD, trai vantaggio dalla leva finanziaria. Ciò equivale, in un certo senso, a prendere in prestito per investire. Ma il prestito non è gratuito: ti prestano dei soldi, quindi devi pagare gli interessi.

Questi costi di finanziamento assumono la forma di costi overnight (chiamati anche costi di swap). Vengono addebitati durante la notte perché sono dovuti solo se mantieni la tua posizione da un giorno all’altro.

Le commissioni overnight sono indicizzate ai tassi di interesse interbancari (Libor o Euribor), a cui il broker aggiunge una commissione. Poiché i tassi di interesse sono attualmente negativi, al momento le commissioni overnight sono molto basse. Ad esempio, su XTB le commissioni overnight sono pari a zero sul FTSE Mib40. Sulle azioni sono circa lo 0,005% al ​​giorno. Su eToro sono un po’ più alti, con lo 0,006%.

Come sono tassati i CFD?

I guadagni derivanti dal trading, e dunque anche da CFD, in Italia, vengono tassati tramite un’imposta sostitutiva fissata al 26%.

I dati relativi alle plusvalenze accumulate grazie all’utilizzo di strumenti finanziari come i CFD o i Forex vanno iscritti nella sezione della dichiarazione dei redditi riservata ai redditi diversi (sezione RT) e vanno in compensazione con tutte le altre voci che sono iscritte nella stessa sezione (future, azioni, opzioni, etc).

I migliori broker CFD

I CFD sono negoziati over-the-counter (OTC), attraverso una rete di broker, che organizzano domanda e offerta. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non sono quindi quotati in borsa.

La tabella qui sotto riassume il funzionamento del trading CFD:

Fonte: https://www.giocareinborsa.com/wp-content/uploads/2020/07/ordini-trading-piattaforma-cfd-1024×576.png

Poiché il mercato dei CFD non è regolamentato, ogni broker è libero di stabilire le proprie regole: importo della leva finanziaria, spread, commissioni e data di scadenza, solo per citarne alcuni.

La scelta della piattaforma di trading CFD è quindi fondamentale.

Ecco i due principali broker online che gli esperti di Propup.it hanno selezionato dopo un’attenta analisi di mercato.

eToro

Piattaforma semplice, ideale per i principianti. Prezzi interessanti.

  • Deposito minimo: 50€
  • Azioni & ETF
  • CFD e Forex
  • Criptovalute
  • 0 commissioni sulla selezione dei titoli.

XTB

Piattaforma avanzata senza commissioni, per investitori attivi o passivi.

  • Deposito minimo: 0€
  • Azioni & ETF
  • CFD e forex
  • Criptovalute
  • 0 commissioni sulla selezione dei titoli
  • 0 spese di uscita.

Capital.com

Piattaforma completa, con un’ampia scelta di CFD su criptovalute e materie prime.

  • Deposito minimo: 0 €
  • Azioni e ETF
  • CFD e forex
  • Criptovalute (CFD)
  • 0 spese di uscita
  • 0 spese di inattività

Ideale per professionisti: IG Markets

Un universo molto ampio: piattaforma dedicata ai trader esperti.

  • Deposito minimo: 300€
  • Azioni & ETF
  • Turbo e warrant
  • CFD e Forex
  • criptovalute
  • 0 spese di uscita.

I rischi del trading di CFD

Il trading di CFD comporta un rischio maggiore rispetto a quello di azioni in titoli live. La leva moltiplica, infatti, i tuoi guadagni, ma anche le tue potenziali perdite.

Inoltre, tieni presente che con una posizione di vendita allo scoperto, le tue perdite sono teoricamente illimitate, poiché il prezzo di un determinato asset potrebbe non smettere mai di salire.

Se vuoi iniziare a fare trading di CFD per la prima volta, ecco alcuni suggerimenti:

  • non esitare a mettere le mani sugli spazi demo dei broker: questo ti permetterà di comprendere appieno come funzionano questi prodotti
  • inizia con attività a volatilità piuttosto bassa, ad esempio gli indici di borsa
  • imposta ordini stop-loss, che ti permetteranno di non perdere tutto in un solo giorno di negoziazione
  • diversifica le tue posizioni

Quanto si può perdere con i CFD?

La risposta a questa domanda è: tutto.

La colpa è dell’effetto leva che, se può far raggiungere lauti guadagni insperati, può anche decuplicare le perdite fino all’erosione dell’intero capitale.

Alternative ai CFD

Esistono molti strumenti finanziari che permettono di avere un effetto leva o di scommettere sul ribasso di un titolo. Ecco i principali:

  • contratti a termine (o futures), utilizzati principalmente su indici e materie prime.
  • opzioni call e put. Sono strumenti più complessi dei CFD. Per questo, sono pochi i broker che li mettono a disposizione dei piccoli trader (o sotto forma di warrant). Con la notevole eccezione di Interactive Brokers.
  • turbo.

Va detto che non è necessario utilizzare questo tipo di derivati ​​se si desidera investire con leva finanziaria o vendere allo scoperto:

  • alcuni broker come DEGIRO e Interactive Brokers hanno il proprio sistema di trading a margine che ti consente di prendere in prestito soldi per acquistare titoli.
  • broker italiani e banche online generalmente offrono di passare attraverso l’SRD (Servizio di regolamento differito), che è tuttavia limitato alle azioni italiane.

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Trading di CFD, un’attività regolamentata

Si dice che i CFD non siano regolamentati nella misura in cui questi strumenti non sono negoziati nelle borse tradizionali. Tuttavia, la loro commercializzazione non sfugge a rigide normative.

In Europa, ad esempio, possono operare solo le società in possesso di una licenza di Investment Service Provider (ISP). In Italia, un broker CFD deve essere registrato all’albo degli intermediari finanziari.

Inoltre, l’ESMA (una sorta di guardia di finanza europea) ha imposto diverse restrizioni per evitare gli eccessi che il trading di opzioni binarie potrebbe provocare.

In particolare, la leva finanziaria è limitata come segue:

Inoltre, l’ESMA richiede ai broker di:

  • visualizzare un avviso sul proprio sito che descriva i rischi connessi al trading di CFD
  • limitare le perdite dei singoli clienti al 100% dei loro depositi

Sono altresì vietati gli incentivi sotto forma di premi o abbonamenti.

La tabella qui sotto riassume le limitazioni:

Fonte: https://tradingonline.com/wp-content/uploads/2020/10/LEVA-MARGINI-CFD.png

Tieni presente, infine, che molti broker di CFD si sono stabiliti in Germania, Irlanda o Cipro.

La garanzia dei titoli in caso di default appartiene, dunque, a questi paesi. Ad esempio, BaFin (Germania) e CySEC (Cipro) garantiscono i titoli fino a un massimo di 20.000€.

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